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Cene abbracciando il cibo

Locandina Apericena 2 febbraioAvete mai provato a cenare abbracciando il cibo? Avete mai gustato davvero il cibo che mangiate? Avete piena consapevolezza di voi, del vostro palato, della vostra lingua, della consistenza di quello che assaporate?

In questo viaggio di oggi potremo vedere insieme il mondo che ci circonda con occhi diversi, una nuova bellezza interiore, un percorso che ci porta ad unire il cibo che mangiamo con le nostre tradizioni, con un percorso interiore per vedere con occhi diversi noi e l’ambiente in cui viviamo.

L’Italia: 21 regioni con diversi usi e costumi. Una miscellanea di visi, tradizioni, parole, cibi, posti.

Uno scoglio…ascolto il rumore dell’acqua che si infrange sulle rocce. Lo spruzzo limpido, spumoso ed energico. L’odore del mare. E quell’odore mi appartiene, rimane nei vestiti, nei capelli, nella pelle. Non mi lascia velocemente. Riporta la coscienza a tanti anni indietro quando un bambina costruiva mondi incantati con la sabbia: castelli, vulcani, montagne, tartarughe, pesci, principi e principesse che popolavano un mondo immaginario. E poi una vongola, una cozza, un piccolo pesce. E allora le emozioni vanno avanti pensando ad una passeggiata al tramonto, una cena romantica al lume di candela gustando un meraviglioso piatto di pesce, forse gli spaghetti alle vongole o un risotto allo scoglio. O un buon crudo di pesce. Quel principe o quella principessa è ancora viva in noi. Poi ritorno nel presente, nel qui e ora. Il risotto alla pescatora che sto mangiando è colorato, il profumo del pesce è intenso: vi sono cozze, vongole, calamari, polipetti, un gamberetto. Il riso è chiaro in contrasto marcato con il pesce. Accompagno con un goccio di vino bianco per esaltare il gusto. I miei piedi sono fermi sul pavimento. Il respiro è accelerato. Parlo e mangio insieme. Le mie mani si muovono velocemente. Le realtà fantasticate sono sempre presenti, ma in qualche modo lontane.

Il cielo azzurro, il freddo, una vetta bianca all’orizzonte, l’aria rarefatta…vicino a me una calda polenta al sugo di capriolo. Facile ritornare indietro a tanto tempo fa quando una bambina giocava a palle di neve e con lo slittino. Facile che la mente ritorni a quel profumo di cannella, tipico dei biscotti natalizi. Facile che la mente mi veda già sugli sci per fare un’altra pista e poi un’altra ancora. Respiro. Respiriamo. Insieme ritorniamo alla polenta. Quella polenta gialla, densa, che emana fumo e profumo con accanto il sugo rosso, con il sapore carico di selvaggina.

Ventuno regioni, ognuno con i suoi piatti: dai primi di pesce, ai tortellini, dalle lasagne al ragù, alla parmigiana, dalle bruschette, alle verdure, ai secondi, ai dolci. Una tradizione culinaria ricca, ricchissima.

E noi? Come stiamo noi? Cosa ci ricorda ogni piatto? E come stiamo nel qui ed ora? Cosa ci dice il nostro cuore ogni volta che assaporiamo una pasta, quella particolare pasta? E quella verdura?

Come sono legate al nostro vissuto? E ai nostri sogni?

Tante vite che si intrecciano, tanti corpi che si parlano.

Mi faccio portare dal corpo in questo viaggio. Il viaggio attraverso il cibo, attraverso l’Italia, attraverso il nostro territorio, attraverso me stessa.

E vi porterò in questo viaggio agli Apericena culturali: viaggi attraverso l’Italia e dentro di noi!

Non perdetevi il prossimo!

apericena_2 Febbraio