San Valentino in pineta

Un angolo di cielo, un albero, un pungitopo, un lentisco. E’ uno squarcio di Pineta di Castel Fusano.

Hai voglia di idee nuove per passare un San Valentino pieno di romanticismo?

Noi siamo andati nella pineta di Castel Fusano, tra storia e natura.

Abbiamo passeggiato annusando l’aria tiepida di stamattina, facendo un tuffo nelle tradizioni romane e attuali.

Abbiamo preso il tempo, correndo tra secoli, minuti e secondi a nostro piacimento. In un via vai di presente e passato.

Abbiamo camminato nella storia.

La via Severiana, costruita nel 198 d.C. dall’imperatore Settimio Severo, era un’antica strada romana che congiungeva Portus (l’odierna Fiumicino) con Terracina.

La strada è lunga circa 80 miglia romane ed ha presentato notevoli difficoltà costruttive a causa dei numerosi corsi d’acqua che scendono dai monti dell’entroterra, impaludandosi.

Gli ingegneri romani conficcarono, per superare i corsi di acqua, alcuni piloni di legno nel terreno. Successivamente riempirono lo spazio fra i piloni con grosse pietre che vennero compresse fortemente e riempite ulteriormente di terra. Avevano così creato dei terrapieni rialzati di uno o due metri rispetto al livello della palude su cui poi venne realizzata la strada.

La via Severiana è stata costruita inizialmente per scopi commerciali: la calce, proveniente dai monti Lepini, necessaria per la manutenzione del porto di Ostia arrivava più comodamente. Successivamente la straordinaria ubicazione di essa, le ha permesso di diventare la via di accesso alle ville sul litorale romano.

Accanto a noi la macchia mediterranea: i lecci con il loro tronco rugoso, i pungitopi, il lentisco.

Ancora un tuffo nella storia: stavolta quella della festa di San Valentino.

La tradizione di San Valentino quale protettore degli innamorati risale all’epoca romana.

Per gli antichi romani febbraio era il periodo in cui ci si preparava alla stagione della rinascita. A metà mese, fin dal quarto secolo a.C., iniziavano le celebrazioni dei Lupercali, per tenere i lupi lontano dai campi coltivati.

Nel 496 d.C. Papa Gelasio annullò la festa pagana decretando che venisse seguito il culto di San Valentino, protettore degli innamorati.

Tuttavia a quale santo si riferisce?

Le fonti non sono certe in quanto esistono molti santi di nome Valentino.

La teoria più accreditata si riferisce a Valentino di Terni del II secolo d.C.

Solo successivamente viene collegato il culto di San Valentino all’amore romantico.

Alla fine del 1300 Geoffrey Chaucer, in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia, scrisse “The Parliament of Fowls”, in cui venne associato Cupido a San Valentino. In Francia e Inghilterra, nel Medioevo, si riteneva che a metà febbraio iniziasse l’accoppiamento degli uccelli: evento che si prestava a far consacrare il 14 febbraio come la festa degli innamorati.

Continuando a camminare nella storia attraverso i secoli, nei paesi anglosassoni dal 1400 la festa di San Valentino ebbe anche connotazione più sociale, con scambio di “Valentine”, dei bigliettini d’amore con le sagome dei simboli dell’amor romantico (cuori, colomba, Cupido). Tale usanza divenne molto comune nel 1800.

A metà Ottocento negli Stati Uniti, Esther Howland iniziò a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale.

E in Italia?

In Italia ormai la festa di San Valentino è legata alla parte commerciale dei Baci Perugina, alla tradizione di una cena romantica e di un mazzo di rose rosse.

Come nascono i Baci Perugina?

Era il 1922 quando Luisa Spagnoli, nel tentativo di contenere i costi di produzione, impasta la granella di nocciola, residuo di tante lavorazioni, aggiungendovi una nocciola intera e ricoprendola con l’inconfondibile cioccolato Luisa. Vista la forma simile alla nocca di una mano lo chiama “Cazzotto”.

Nel 1924 il cioccolatino prende la sua forma e il nome attuale.

Giovanni Buitoni racconta: <Come avrebbe potuto un cliente entrare in un negozio e chiedere, magari ad una graziosa venditrice, “Per favore, un cazzotto?” Tolsi il cartello e ne misi uno nuovo “Baci Perugina”>.

Il futurista Federico Seneca conferisce l’immagine al Bacio Perugina: l’incarto color argento e le scritte blu, il bigliettino con la frase d’amore, la confezione con i due amanti che si baciano ispirati al dipinto di Hayez “Il Bacio”.

E così camminando fisicamente in mezzo alla pineta e metaforicamente nella storia siamo passati dagli antichi Romani ai giorni nostri.

L’umido ci fa accelerare il passo. La nostra passeggiata si sta concludendo.

Ci fermiamo qualche minuto al sole per riscaldare il nostro corpo e anche la nostra mente.

Abbiamo camminato qua e là, vagando e girando, tra i nostri antenati e le nostre tradizioni, tra un territorio che ci parla delle nostre origini, del nostro passato, della nostra storia e contemporaneamente nel nostro presente, del qui e ora.

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